La Danimarca decide di sospendere a tempo indeterminato l’utilizzo del vaccino di AstraZeneca. La notizia viene data dall’emittente locale Tv2.

Il motivo, è spiegato, riguarda gli effetti collaterali dovuti all’inoculazione del prodotto.

Il caso

Il vaccino della casa anglo-svedese era già stato stoppato l’11 marzo affinché le autorità regolatorie ci vedessero più chiaro in termini di sicurezza. Ema si è pronunciata una seconda volta in merito, tuttavia nell’ultima conferenza stampa ha delegato alle singole autorità nazionali la decisione di avvalersi o meno del prodotto sulla base delle circostanze epidemiologiche locali. Copenaghen ha preso alla lettera le parole dell’Agenzia europea dei medicinali e di sua iniziativa ha bloccato le somministrazioni. Secondo i media danesi, la campagna vaccinale potrebbe avere dei contraccolpi consistenti da qui alla fine dell’anno.

Apripista?

La Danimarca è il primo Paese in Europa a prendere una decisione simile. Fino a ora le scelte dei singoli governi si erano limitate a uno stop cautelativo di qualche giorno, mentre ora si è arrivati al punto di dire basta. Un precedente che apre scenari nuovi in un Ue dove molte decisioni vengono prese al di là dei pareri scientifici di Ema. La Germania, per esempio, ha deciso unilateralmente di somministrare alla seconda dose un vaccino diverso rispetto ad AstraZeneca (usato nella prima dose) alle persone con età inferiore a 60 anni. Così come la Francia che segue la pista degli over 55. Da noi, invece, il prodotto è consigliato agli over 60.

Il destino dei contratti

Intanto mentre gli Stati si muovono in ordine sparso, a Bruxelles si vocifera sempre con maggiore insistenza che i contratti in essere con Johnson&Johnson e AstraZeneca potrebbero non essere rinnovati alla scadenza. Si punterebbe tutto sui vaccini a mRna di Pfizer e Moderna (e probabilmente Curevac). Questo a partire dal 2022 una volta esauriti i termini temporali di validità degli accordi. Un colpo duro che avrebbe due ripercussioni importanti. La prima, più immediata, è quella di ridurre le fette di mercato dei due colossi in favore di altre aziende che avrebbero spazi vuoti da riempire (da qui la negoziazione di 1,8 miliardi di dosi in più richieste a Pfizer/Biontech con conseguente rialzo del listino chiesto delle aziende che ora si trovano con una forza contrattuale ancora maggiore di prima). Dall’altra si metterebbe in discussione la fiducia dei cittadini nei confronti di AstraZeneca e forse anche di J&J.

FONTE : AboutPharma

Vaccino AstraZeneca : Danimarca blocca definitivamente le somministrazioni

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